martedì, 13 maggio 2008

Guillermo Vargas Habacuc...Quando L'Uomo perde la capacità di essere UOMO!

Nel anno 2007, Guillermo Vargas Habacuc, un finto artista, prese un cane di strada, lo legò ad una corda corta ad un muro di una galleria d'arte e lo lasciò morire lentamente di fame e di sete:

Per parecchi giorni, l'autore di questa orribile crudeltà e i visitatori di questa galleria d'arte sono stati spettatori impassibili dell' agonia del povero animale, fin quando finalmente è morto per inanizione, dopo aver passato per un doloroso, assurdo ed incomprensibile calvario.  

Image Hosted by ImageShack.usImage Hosted by ImageShack.usImage Hosted by ImageShack.us

             



Ti sembra forte ???

Questo non è tutto: la prestigiosa Biennale Centroamericana di Arte ha deciso, incomprensibilmente, che la bestialità che aveva appena commesso questo individuo è arte, ed in questo modo tanto incomprensibile Guillermo Vargas Habacuc è stato invitato a ripetere la sua crudele azione in fortuna Biennale in 2008.

 

OSTACOLIAMOLO!!! 
 
  
 
Firmate qui: http://www.petitiononline.com/13031953/petition.html,
non bisogna pagare, né registrarsi, né niente di pericoloso, e vale la pena, per inviare una petizione e che questo uomo non sia apprezzato né chiamato 'artista' per un atto tanto crudele, per simile insensibilità e piacere per il dolore altrui.  

 

PS: se metti il nome del 'artista' in Google escono le foto da questo povero animale, e ti usciranno sicuramente anche pagine web dove potrai contastarlo e vedere che è verità.

KChannel alle 19:02 in: etica, ingiustizie, dissenso, kchannel
commenti: commenti (popup) | commenti
venerdì, 09 maggio 2008

IL NOSTRO NUOVO MINISTRO DELLA GIUSTIZIA...E LA MAFIA

13

In un video (acquisito dalla Procura di Palermo) girato alla festa di nozze della figlia del capomafia di Palma di Montechiaro (Ag) Croce Napoli, morto l'anno scorso, si vede il giovane deputato nazionale di Forza Italia Angelino Alfano, baciare il capomafia.
Alfano afferma di non avere conosciuto Napoli e di essere andato al matrimonio invitato dallo sposo.


Alfano (Futuro Ministro della Giustizia) parla di Cuffaro

Angelino Alfano, Ministro della Giustizia del nuovo governo Berlusconi, attesta stima per "Toto" Cuffaro; colpevole di favoreggiamento semplice
nel processo di primo grado per le 'talpe' alla Dda di Palermo e
condannato a 5 anni di reclusione e interdizione perpetua dai pubblici
uffici.
Ascolta l'audio da Radio Radicale.

Visto che siamo in Tema ecco anche un articolo su SCHIFANI: PRESIDENTE DEL SENATO

schifani

LA MAFIA RINGRAZIA
KChannel alle 10:15 in: etica, politica, riflessioni, mafia, ingiustizie, democrazia, berlusconi, potere, dissenso, kchannel
commenti: commenti (79)(popup) | commenti (79)
martedì, 06 maggio 2008

Ecco perchè il caso di Verona E' anche una questione politica!

Raccontare l'accaduto degli Skinheads di Verona non serve.
Tg e rotocalchi ci hanno già informato e tra un pò qualche giornalista alla Mentana ci ricamerà sopra con qualche speciale strappa Odiens.
Oggi si sono tutti affrettati a prendere le distanze da una questione politica.

ECCO PERCHE' INVECE DIVENTA UNA QUESTIONE ANCHE POLITICA

Veneto Fronte Skinheads

Il 28 Marzo 2003 membri di questo fronte di estremadestra assaltò il centro sociale "Barattolo" a Pavia.

In seguito a questa vicenda ci sono stati vari processi e l'avvocato che si prese l'onere di difendere questi ragazzi fù l'avvocato veronese Roberto Bussinello.

CHI E' COSTUI?
 

Ecco alcuni comunicati apparsi in queste ore sui giornali:

Forza Nuova:
“Il giovane fermato si muove in ambienti vicini a Forza Nuova, ma l’associazione di estrema destra nega qualsiasi coinvolgimento nella vicenda e minaccia di querelare chiunque la associ all’episodio. “Nessuno si permetta di associare Forza Nuova a tale vicenda” ha detto il coordinatore nazionale Paolo Caratossidis. “I nostri militanti non compirebbero mai un atto di così grave stupidità e cattiveria; se poi il ragazzo frequenta ambienti ultras o piazze dove si ritrovano neofascisti, questo è un altro discorso, non collegabile a Forza Nuova”. Come movimento politico, aggiunge Caratossidis, “prendiamo completamente le distanze da tale indegno e vergognoso atto. Forza Nuova è contraria a ogni forza di violenza, tanto più se insensata, illogica e incivile come quella compiuta da quella banda di pazzi irresponsabili”. ”

Peccato che a smentire Caratossidis ci sia la figura di Roberto Bussinello che ha immediatamente assunto la difesa dell’aggressore: “Si è presentato col suo legale, Roberto Bussinello, candidato sindaco per Forza Nuova alle scorse elezioni. ” nonche’ rappresentante legale nazionale di FN

Il Sindaco Tosi (*):
che in un primo momento ha richiesto “pene esemplari”, per poi invece minimizzare quando e’ risultata inconfutabile l’apparteneza politica degli aggressori.
Caro sindaco: quei criminali sono la tua gente, quelli con i quali hai manifestato nella piazza di verona il 15 dicembre, quelli che hai nella tua giunta, come gli elementi del gruppo neonazi Gesta Bellica.
sindaco, tu e la tua gente siete il cancro in questa citta’

(*) il sindaco Tosi fu a suo tempo condannato in 2° grado, assieme ad altri suoi amici, ad alcuni mesi di reclusione e al pagamento di 50.000 € nei confronti di alcuni Rom di un campo del veronese per aver violato la legge Mancino contro il razzismo e per aver espresso «un’innegabile idea di superiorità e sentimenti di odio», come da motivazione del tribunale.

Mercoledì 5 Ottobre 2005

Violenza a San Luca, tre giovani scarcerati

Tre giovani simpatizzanti di estrema destra arrestati lo scorso 17 luglio vicino Volto San Luca e accusati di aver ferito due militanti del centro sociale La Chimica sono stati scarcerati ieri pomeriggio. In mattinata il loro difensore, l’avvocato Roberto Bussinello, aveva discusso il ricorso al tribunale del riesame, dopo una serie di tentativi che non erano andati in porto.

TORNIAMO A VERONA!

Chi difende oggi Raffele Delle Donne, reo confesso per i fatti di Verona?

Scrive la Repubblica: "l'avvocato Tremeloni, dello studio di Roberto Bussinello, un penalista che difende quasi tutti gli imputati di estrema destra in città e si è presentato alle ultime elezioni nella lista di Storace, dopo aver a lungo militanto in Forza Nuova".


A VOI LE CONCLUSIONI!

 


 



KChannel alle 20:21 in: politica, ingiustizie, potere, dissenso, kchannel
commenti: commenti (2)(popup) | commenti (2)
lunedì, 28 maggio 2007

Viva Google!

Google Video oscura il documentario della BBC sui preti pedofili

rome-vatican_0

Google Video ha cancellato per chissà quale motivo il filmato che girava in rete, ovvero la versione sottotitolata in italiano del documentario della BBC Sex crimes and the Vatican, tradotto per i non anglofoni in Crimini sessuali e Vaticano.
Ma siccome cancellare una cosa dal web, soprattutto quando interessa a molta gente, è quasi impossibile, ecco alcuni link per permettere ai «ritardatari» di vedere comunque il filmato.

Potete inoltre trovare il filmato su e/aMule. I file .torrent devono essere aperti con un client BitTorrent, come µtorrent per windows, BitRocket per Mac OS, GnomeBitTorrent per Linux.

 

Ed ora come sempre la scelta è vostra se continuare ad usare Google o fare finta che sia una cosa da poco.

KChannel alle 16:49 in: filmati, censura, ingiustizie, democrazia, potere, dissenso, pedofilia, kchannel
commenti: commenti (15)(popup) | commenti (15)
martedì, 22 maggio 2007

Dio Perdonali perchè nn sanno quello che fanno!

Stati Uniti - 16.5.2007
CHIESA: PEDOFILIA MA QUANTO MI COSTI?
Patrimonio immobiliare in vendita per pagare le cause contro i preti pedofili


La cattedrale di Los AngelesAlienazione. L'interrogativo è balzato alla mente dell'arcivescovo di Los Angeles, cardinale Roger Mahoney, quando le casse della sua diocesi cominciavano a languire: come far saltar fuori la montagna di quattrini necessaria a risarcire le decine e decine di vittime degli abusi sessuali commessi dai suoi sacerdoti? Gli è bastato guardarsi intorno per risolvere la questione, e decidere senza tentennamenti: "Vendiamo i gioielli di famiglia". Così, il primo a partire è l'edificio principale: 12 piani di uffici amministrativi verranno alienati il più rapidamente possibile, e ad essi farà seguito la cessione di altri 50 beni immobiliari, dichiarati 'non necessari' dal massimo esponente della Chiesa cattolica di Los Angeles. L'arcivescovo ha assicurato che nessuna chiesa e nessuna scuola parrocchiale verranno vendute. Solo il patrimonio immobiliare. Basterà a soddisfare le richieste dei legali che hanno intentato più di 500 cause?

Mezzo miliardo di indennizzi. La diocesi di Los Angeles, la più grande degli Stati Uniti, ha quasi 5 milioni di fedeli. Lo scandalo degli abusi sessuali della città californiana rivaleggia con quello di Boston, dove più di 500 membri del clero sono stati accusati di abusi sui minori negli ultimi 60 anni, e dove gli accordi giudiziali del 2003 hanno raggiunto la cifra di 85 milioni di euro. I legali coinvolti nelle conciliazioni a Los Angeles hanno affermato che se un accomodamento generale venisse raggiunto, tra i ricorrenti e la Chiesa, l'esborso di quest'ultima potrebbe raggiungere i 500 milioni di dollari. Dal 1985, la diocesi di Los Angeles ha pagato 100 milioni di dollari per 'accomodare' 85 contenziosi.
_40010988_icon-afp-203body

Recidivi. Alcuni tra i casi più emblematici sono quelli del reverendo Michael Baker e di padre Lynn Caffoe, non tanto per la gravità delle accuse a loro carico, quanto per il fatto che furono tra i pochi ad essere 'coperti', o non adeguatamente sanzionati, dalle autorità ecclesiali. E' un dato di fatto che la Chiesa abbia per anni considerato gli abusi sessuali perpetrati dai suoi membri come accadimenti alla stregua di peccati perdonabili, se confessati. Nonostante negli ultimi 15 anni, l'atteggiamento  nei confronti dei preti pedofili si sia fatto più severo, le pratiche relative ai casi di Barmasse e Caffoe, 'riposarono' negli archivi per anni. La sanzione loro irrogata consistette nella sospensione temporanea dall'incarico. L'arcivescovo Mahoney, venuto a conoscenza degli abusi, non li riferì alla polizia, ma sospese entrambi, per inviarli successivamente da un consulente psico-terapeutico, che proibì loro di avere contatti con minori. Qualche tempo dopo fu assegnato loro un altro incarico, ma nelle nuove parrocchie la storia si ripetè. Solo di fronte a comportamenti recidivi i sacerdoti furono finalmente rimossi dal magistero. A dispetto della pletora di accuse nei confronti dei preti di Los Angeles, l'arcivescovo Mahoney è rimasto a capo della diocesi. Oggi, il cardinale spera che i beni materiali della Chiesa californiana possano coprire i costi delle conciliazioni giudiziali. Un processo di espiazione della colpa tutt'altro che spirituale.

Il Vaticano immobiliare
"All'incirca il 20-22% del patrimonio immobiliare italiano fa capo alla Chiesa.
 rome-vatican_0


Un quarto di Roma è intestato a diocesi, congregazioni religiose, enti e società del Vaticano. 400 istituti di suore, 300 parrocchie, 250 scuole cattoliche, 200 chiese non parrocchiali, 200 case generalizie, 90 istituti religiosi, 65 case di cura, 50 missioni, 43 collegi, 30 monasteri, 20 case di riposo, altrettanti seminari, 18 ospedali, 16 conventi, 13 oratori, 10 confraternite, sei ospizi. Sono quasi 2 mila gli enti religiosi residenti nella Capitale, e risultano proprietari di circa 20 mila terreni e fabbricati, suddivisi tra città e provincia.
Solo le proprietà che fanno capo a Propaganda Fide (il «ministero degli Esteri» del Vaticano che coordina l'attività delle missioni nel mondo) ammontano a 8-9 miliardi di Euro. Negli ultimi due anni il Vaticano ha cominciato a fare trading immobiliare, vendendo beni per quasi 50 milioni. Nel 2006 a Roma si sono registrate più di 8 mila donazioni di beni immobiliari, in provincia sono state 3.200. Il doppio rispetto a una città come Milano. Il più grande intermediario immobiliare che lavora con la Chiesa, il gruppo Re spa, realizza da questa attività circa 30 milioni di Euro di fatturato."


SIAMO STATI GLI ARTEFICI DI QUESTO POLVERONE MEDIATICO
CONTINUIAMO COSì...SIAMO NOI LA VERA INFORMAZIONE ORAMAI...RINGRAZIO TUTTI QUELLI CHE CI CREDONO COME ME.
KChannel alle 20:32 in: ingiustizie, dissenso, pedofilia, laicità, kchannel
commenti: commenti (13)(popup) | commenti (13)
giovedì, 10 maggio 2007

G8 Giustizia PT II

Genova: il Questore del G8, Francesco Colucci: "eravamo condizionati"
 
sabato 5 maggio 2007  - 09:26:21, in Dialoghi,

Con Diego Marchesi, Fabio Bovi e Carlo Gawen su Genova con un nuovo articolo di Massimo Calandri dal suo confino di Boccadasse.

Il caso della condanna dello Stato per il pestaggio di una militante della Rete Lilliput a Genova censurata in maniera ANTICOSTITUZIONALE dai media, sta finalmente, almeno in Internet, girando, forse anche un po' per merito di GennaroCarotenuto.it. Ma sta girando soprattutto per merito di giornalisti coraggiosi e con memoria come Massimo Calandri de La Repubblica che sicuramente non faranno carriera per questi articoli. Ebbene sì, perfino a Repubblica ci sono giornalisti onesti!

E' triste che in democrazia e in apparente libertà di stampa si debba essere coraggiosi per scrivere non di camorra o mafia ma di repressione da parte di corpi dello stato. E' assolutamente consigliabile leggere in calce a questo pezzo, l'articolo di Calandri sulla vergognosa testimonianza di un questore della Repubblica, Francesco Colucci, che non sa, non ricorda, ma tra le righe afferma una cosa capitale: "eravamo condizionati [dalla politica?] ad intervenire [e quindi violare i diritti umani di liberi e pacifici cittadini]". Ovviamente anche questo articolo di Calandri non ha varcato i confini dell'edizione genovese di Repubblica. E' sostenibile che i processi non siano più un fatto nazionale?. Che fine ha fatto la Commissione d'Inchiesta promessa?

Dov'è la grande stampa, Bruno Vespa, Michele Santoro, Aldo Forbice, Giuliano Ferrara, Gad Lerner, Enrico Mentana, Giovanni Floris?


Eppure ricordate quando la fantasiosa perizia per la quale un pezzo di calcestruzzo volante avrebbe sfortunatamente (sic!) deviato la pallottola sparata in aria che invece rimbalzò giusto per uccidere Carlo Giuliani tenne banco per giorni sui giornali e TG? I TG cercarono di convincerci per giorni che era andata in quella curiosa maniera. Ricordate il malore attivo di Pinelli in quella caldissima giornata di dicembre 1969 a Milano? Giovani, se non ricordate chiedete, cercate, esigente di sapere, esercitate il vostro inalienabile diritto alla Memoria!

Carlo Gawen: Dici bene, Gennaro: quanti dopo Genova non hanno più partecipato a manifestazioni? Quelle centinaia di migliaia di persone dove sono finite? Prima Napoli(Kchannel era lì), poi Genova, poi... tutto il resto. E' stato un crescendo di pestaggi gratuiti, di infamie, di menzogne. Questa sentenza è molto importante, un giudice che dichiara, riferendosi alle cariche, "Facevano invece parte di un più ampio disegno, così come le menzogne raccontate più tardi per coprire le nefandezze" direi che sarebbe già sufficiente, in uno Stato democratico, a rimettere tutto in discussione ed avviare immediatamente una commissione d'inchiesta parlamentare (ma non era in programma? ah sì, è vero...). Altrettanto interessante è stata l'udienza di ieri, ce ne parla l'ottimo Massimo Calandri, sempre sull'edizione genovese di Repubblica... questa volta anche il Secolo XIX si è degnato di scriverne qualche riga. Naturalmente tutto rimane a livello locale.

Fabio Bovi: Fortunatamente i giorni vissuti a Genova 2001 ad alcuni hanno causato la reazione opposta [al terrore e all'allontanamento dalla militanza] ed invece che chiudersi in casa da allora non riescono a non partecipare e non sentirsi coinvolti. Da quei giorni la mia fede nella democrazia, nell'informazione, nello stato, sono completamente cambiati. Spero che per molti sia stato lo stesso!!

Sono contento per la sentenza ma la rabbia che provo verso il sistema, i media, la gente che continua a vivere nell'indifferenza superano di gran lunga la gioia per vedere che qualche briciola di giustizia c'e' ancora.
So che questa ferita aperta a Genova continuera' a bruciare.. perche' so che sara' impossibile in questo paese schifoso vedere alla sbarra i veri responsabili che in quei giorni hanno organizzato a tavolino la "mattanza" di Genova. Questo sentimento di impotenza spero che non mi impedisca mai di dare un contributo per quanto piccolo e insignificante per la costruzione di Un Altro Mondo...

Diego Marchesi: Al seguente indirizzo è possibile trovare una sintesi delle testimonianze raccolte dai PM nell'inchiesta sugli abusi di BOLZANETO, prese pari pari dal settimanale Diario "Speciale Genova - la Verità" del 21 luglio 2006: http://g82001.altervista.org

Su "Altri Link" sono elencati collegamenti ad altri siti che si occupano del G8 di Genova ed è possibile vedere in streaming alcuni dei video presenti su YouTube. Sono scenari sconcertanti quelli raccontati dalle vittime di quelle violenze, fisiche e psicologiche. Scenari che risultano via via più verosimili confrontando e incrociando le testimonianze di tutti coloro siano passati dalla caserma di Bolzaneto in quei giorni.

I processi sui casi Scuola Diaz e Caserma di Bolzaneto sono ancora in corso ed i primi verdetti sono attesi entro la fine di quest'anno.


G8, l´ultima verità sulla Diaz - L´ex questore Colucci confessa: " Mi sentivo inadeguato"

La Repubblica (Genova), 4 maggio 2007

Sconcertante deposizione dell´alto funzionario sei anni dopo tra smentite e "non ricordo più"

MASSIMO CALANDRI

L´IMBARAZZANTE interrogatorio di Francesco Colucci, che in quei giorni del G8 era ancora il questore di Genova, ha dato ieri mattina la misura di quanto difficile sia il compito di chi vuole fare chiarezza sulle sciagurate giornate del luglio 2001. A distanza di sei anni, quello che allora era la massima autorità di pubblica sicurezza presente in città (prefetto escluso) è caduto in una serie di contraddizioni ed amnesie che hanno lasciato a bocca aperta i presenti. «Non ricordo». «Forse ho sbagliato nel parlare». «La mia affermazione forse è stata un po´ sprovveduta, superficiale». «Non sono sicuro, lo giuro davanti a Dio e allo Stato italiano». «Mi correggo, forse sono stato impreciso».
Per sei ore Colucci ha risposto alle domande del pm Enrico Zucca, smentendo in alcuni casi quando aveva dichiarato a verbale negli anni precedenti e regalando un´informazione inedita. La notte dell´assalto alla scuola Diaz, il funzionario che doveva coordinare gli interventi era il vice-questore Lorenzo Murgolo. Che per il massacro e l´arresto illegale dei 93 no-global, così come per le prove fasulle, non è imputato. «Murgolo era il coordinatore. Ma c´erano La Barbera e Gratteri accanto a lui... «. Affermazione che vuole dire tutto e niente, perché - come l´ex questore di Genova ha poi ribadito - «non so a che punto poteva contare la scala gerarchica».


In un´intera giornata passata in aula, Colucci non ha chiarito nulla.

Perché si decise di intervenire nell´istituto di via Battisti?

La versione è quella del fantomatico attacco in serata alle pattuglie della polizia, e di quei tipi sospetti - «Non gente gioiosa, gente allegra... ma facce brutte, con atteggiamenti minacciosi, vestiti di scuro» - davanti alla scuola. Lui avrebbe voluto lasciar perdere, ormai il G8 era finito, «ma poi tutti quanti abbiamo deciso l´intervento: identificare gli aggressori e trovare armi eventuali. Fare una perquisizione».

Chi tra i super-poliziotti spinse per il blitz?


Colucci fa alcuni nomi, poi ci ripensa, alla fine spiega che il prefetto La Barbera - che è morto - era d´accordo. «Io mi sentivo un po´ inadeguato», confessa quello che in quei giorni era il questore di Genova.


A suo tempo aveva detto che il capo della polizia, Gianni Di Gennaro, gli aveva detto di telefonare al capo dell´ufficio stampa, Roberto Sgalla: ieri ha detto che fu una sua iniziativa.

Lui restò in questura, chi lo avvertì del ritrovamento delle molotov?

Colucci fa almeno tre nomi, ma non ricorda. Ed è in difficoltà quando deve raccontare di quel poliziotto che gli disse di essere stato colpito dalla coltellata fantasma di un altrettanto fantasma Black Bloc: «Indossava un maglione di cotone... no... un giubbotto antiproiettile». Per non parlare di quando spontaneamente confessa di aver saputo di un equipaggio di una squadra mobile che era entrato per sbaglio nella scuola di fronte alla Diaz: ma dimentica di aver inviato a Di Gennaro una relazione in cui scriveva che quei poliziotti stavano facendo una «verifica».


«Io so solo che quella notte dovevamo fare qualche cosa, dovevamo reagire a quella cosa. Eravamo un po´ pressati, eravamo condizionati. E decidemmo di intervenire».

http://www.gennarocarotenuto.it
KChannel alle 17:52 in: politica, domande, censura, ingiustizie, democrazia, potere, dissenso, g8 , kchannel
commenti: commenti (5)(popup) | commenti (5)
martedì, 08 maggio 2007

GIUSTIZIA! DIFFONDETE!

Condannata la polizia per il G8 di Genova 2001 - 8-5-07



di Massimiliano Valdannini - criticamente.it

"Segreto di Stato: a Genova ci fu un disegno repressivo, prima condanna per la Polizia al G8 del 2001. La censura da parte dei media è stata rigida ed assoluta: della sentenza di Genova non si doveva parlare. Infatti incredibilmente non ne ha scritto neanche il Manifesto e dovrebbe spiegare perché. Alzi la mano chi ha saputo che la settimana scorsa a Genova c'è stata la prima condanna per i pestaggi della Polizia durante il G8 del 2001.

Eppure la sentenza di Genova è un passaggio capitale per la ricostruzione della verità e la giustizia di quello che successe nel capoluogo ligure oramai 6 anni fa. E ci spiega anche molto del disegno politico sotteso alla repressione [ Gennaro Carotenuto ].

riconquistaPzzaLo Stato è stato condannato a risarcire Marina Spaccini, 50 anni, pediatra triestina, volontaria per quattro anni in Africa, per il pestaggio che subì da parte della Polizia in via Assarotti, nel pomeriggio del 20 luglio 2001. Marina, come decine di migliaia di militanti cattolici della Rete Lilliput , era seduta, con le mani alzate dipinte di bianco, gridando “non violenza”, quando fu massacrata dalla Polizia.non era possibile distinguere tra le mani dipinte di bianco di Marina e i Black Block. Per il giudice Angela Latella invece la selvaggia repressione genovese –e la cortina di menzogne sollevata per coprirle- è stata una delle pagine più nere di tutta la storia della Polizia di Stato e per la prima volta ciò viene scritto in una sentenza. Non solo, è ben più grave quello che è scritto nella sentenza genovese. Quelle dei poliziotti non furono né iniziative isolate né eccessi, ma facevano parte di un disegno criminale.

nospallina Si inizia a confermare in via processuale quello che chi scrive sostiene e scrive da sei anni. A Genova vi fu un disegno criminale selettivo da parte di apparati dello stato. Tale disegno era teso a terrorizzare non tanto la sinistra radicale ma il pacifismo cattolico, in particolare la Rete Lilliput, che per la prima volta in maniera così convinta e numerosa scendeva in piazza saldandosi in un unico enorme fronte antineoliberale con la sinistra.
polizia01
Le ragazze e i ragazzi delle parrocchie furono quelli che pagarono il prezzo più alto, soprattutto sabato. I loro spezzoni di corteo furono sistematicamente bersagliati dai lacrimogeni e centinaia di loro furono pestati selvaggiamente. Ma, soprattutto decine di migliaia di loro, e le loro famiglie, furono spaventati a morte in una logica pienamente terroristica. Quanti dopo Genova sono rimasti a casa?
genoa
Di fronte all'immagine sorda data dai grandi della terra, Bush, Blair, Berlusconi, quel movimento pacifico, colorato, credibile, fatto di persone serie e non dei pescecani rinchiusi nella città proibita, che si era riunito intorno alle proposte concrete per un nuovo mondo possibile del Genoa Social Forum, doveva essere schiacciato. Non lo sapevamo, ma mancavano 50 giorni all'11 settembre.

Di seguito, l'articolo di Massimo Calandri, apparso SOLO sulle pagine genovesi di Repubblica lo scorso 29 aprile.

Prima condanna per le violenze delle forze dell'ordine contro i manifestanti: "Non furono iniziative isolate". G8, condannato il Ministero - Missionaria picchiata, risarciti invalidità e danni morali "Ho solo ottenuto quello che attendevo da 6 anni: giustizia"

MASSIMO CALANDRI

LA PRIMA condanna nei confronti del Ministero dell'Interno per le illecite e gratuite violenze dei suoi poliziotti è arrivata nei giorni scorsi, e cioè circa sei anni dopo la vergogna del G8 genovese. Ma le parole con cui il giudice istruttore Angela Latella ha motivato la sua decisione rinfrescano la memoria.

Ricordando a tutti che quelle cariche sanguinarie,quelle teste rotte a manganellate, quei lacrimogeni sparati contro le persone inermi, non erano frutto dell'iniziativa isolata o dell'autonomo eccesso di qualche agente. Facevano invece parte di un più ampio disegno -così come le menzogne raccontate più tardi per coprire le nefandezze - , che rappresenta una delle pagine più buie nella storia della Polizia di Stato.
g8k
Il tribunale del capoluogo ligure ha dato ragione a Marina Spaccini, pediatra cinquantenne di origine triestina, pacifista che per quattro anni ha lavorato in due ospedali missionari del Kenia. Alle due del pomeriggio del 20 luglio, era il 2001, venne pestata a sangue in via Assarotti. Partecipava alla manifestazione della Rete Lilliput, era tra quelli che alzava in alto le mani dipinte di bianco urlando: "Non violenza!".
25
Gli agenti e i loro capi avrebbero poi raccontato che stavano dando la caccia ad un gruppo di Black Bloc, che c'era una gran confusione e qualcuno tirava contro di loro le molotov, che non era possibile distinguere tra "buoni" e "cattivi": bugie smascherate nel corso del processo, come sottolineato dal giudice. I cattivi c'erano per davvero, ed erano i poliziotti che a bastonate aprirono una vasta ferita sulla fronte della pediatra triestina. Dal momento che quegli agenti, come in buona parte degli episodi legati al vertice, non sono stati identificati, Angela Latella ha deciso di condannare il Ministero dell'Interno. La cifra che verrà pagata a Marina Spaccini non è certo clamorosa - cinquemila euro tra invalidità, danni morali ed esistenziali - , ma il punto è evidentemente un altro.
2559_img1
«Se risulta chiaramente che la Spaccini sia stata oggetto di un atto di violenza da parte di un appartenente alle forze di polizia - scrive il giudice - , non si può neppure porre in dubbio che non si sia trattato né di un'iniziativa isolata, di un qualche autonomo eccesso da parte di qualche agente, né di un fatale inconveniente durante una legittima operazione di polizia volta e riportare l'ordine pubblico gravemente messo in pericolo».
genova1
Perché l'intervento della polizia non fu «legittimo», è ormai abbastanza chiaro. Lo hanno confermato i testimoni e in un certo senso gli stessi poliziotti e funzionari, con le loro contraddizioni: «Gli aggressori erano diverse decine; l'ordine era di caricarli, disperderli ed arrestarli», hanno detto, interrogati. Ma poi risulta che furono arrestati solo due ragazzi (non feriti), la cui posizione fu in seguito peraltro archiviata. La pacifista era assistita dagli avvocati Alessandra Ballerini e Marco Vano. Il giudice ha sottolineato come fotografie e filmati portati in aula «siano stati illuminanti»: «Si vedono ammanettare persone vestite normalmente; più poliziotti colpire con i manganelli una persona a terra, inerme. La stessa Spaccini è una persona di cinquant'anni, di cui giustamente si sottolinea l'aspetto mite». E poi, le testimonianze come quella di una signora settantenne che parla di una «manifestazione assolutamente pacifica e allegra» e di aver quindi visto agenti «bastonare ferocemente persone con le mani alzate ed inermi come lei». Marina Spaccini ha accolto il giudizio con un sorriso: «Era semplicemente quello che attendevo da sei anni. Giustizia».

tratto da www.megachip.info

VOTA LA NOTIZIA PER DIFFONDERLA VISTO CHE NESSUNO LO FARA'

CLIKKA QUì SOTTO

 Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket


KChannel alle 21:06 in: politica, censura, ingiustizie, democrazia, potere, dissenso, g8 , kchannel
commenti: commenti (8)(popup) | commenti (8)
lunedì, 23 aprile 2007

LIBERAZIONE LIBERA AZIONE

partigiani

Il 25 aprile è vicino.

quale momento migliore per tirare fuori questo post dagli archivi


LETTERA A MIO PADRE

hands

Caro papà,

io non so dove tu sia perchè non riesco ad immaginare l'aldilà che dovrebbe accogliere gli esseri che non ci sono più. Eppure ti parlo. Ti parlo e so che tu mi scolti, perchè tu vivi da sempre nei miei pensieri, nell'aria che respiro, nel mio sangue, nella linfa vitale, in ogni cellula del mio organismo e so che finchè ti ricorderò tu sarai con me, parte inscindibile del mio essere.

Hai visto papà? Ho superato gorghi di tristezza, ho scavalcato montagne di indifferenza, ho cambiato le frecce di quella strada che la crudeltà degli uomini mi aveva segnato ed assegnato. Ho ignorato semafori rossi, ho spalancato porte di acciaio...Ho combattuto, ho combattuto la mia guerra ed ho vinto!

Sessant'anni di lotte contro degli ignavi, dei sordi, degli indifferenti, dei manovratori di opportune amnesie, di sarcastici e cinici avversari...Sessant'anni di lotta di una donna sola, bisognevole di aiuto per muoversi, che ha la dignità di non volere ottenere nulla per pietà, perchè ciò che chiede le spetta per diritto e lo pretende senza inchinarsi, nè col capo cosparso di cenere. Lo pretende per giustizia! Io avevo 10 anni. 10 anni del tenero amore che si instaura tra un padre dolcissimo e la sua unica figlia, più tenero e più forte questo amore e più forte per una bambina bisognevole di cure, di ospedalizzazioni, di interventi chirurgici!

Tu uscisti quella mattina, come ogni altra mattina, con l'animo sereno dell'innocenza della tua innocuità, e non sapevi che c'era il boia ad attenderti. Il boia col volto della vendetta per un reato che non avevi commesso, il boia col passo cadenzato, le narici fumanti, lo sguardo immobile. Il boia che accoglieva gli agnelli da sacrificare al dio della rappresaglia. Il boia che, insieme ad altre 15 vittime, quella mattina del 1° novembre del 1943, compì la sua giustizia di carnefice. E quel grido di gloriosa vendetta Kaput Kaput Kaput. Ho visto il tuo cranio perforato dal proiettile che ti stroncò la vita, papà. Ho visto crescere l'erba rossa sul prato del massacro papà. Non l'ho dimenticata! Sono cresciuta attraversando dure prove, ho resistito a terribili sofferenze, fisiche e morali, anche se qualche volta ho pensato alla morte come a un sollievo! Perchè più crescevo e più cresceva in me il bisogno, l'impellenza di rompere l'ingiusto silenzio che si era disteso sulla strage nazista, del nostro piccolo paese, una strage sommersa dimenticata ed impunita, dove era morto mio padre, che non si intendeva di guerre, di odio, di rappresaglie e neanche di eroismi. Un uomo onesto, semplice, tranquillo, ucciso come si uccide una mosca, un insetto fastidioso, un verme...Mio padre!

Sono vissuta perchè tutti ricordassero con me, l'atrocità, la ferocia, la barbarie, la cieca violenza che aveva strappato te dalle mie piccole braccia e che insesorabilmente si era abbattuta anche sui tuoi compagnidi morte. Sono vissuta per il bisogno di dire, perchè fosse onorato il ricordo di te e di quanti, con te, dimenticati, furono trucidati quella mattina del 1° Novembre 1943 e per testimoniare che lì, nel campo del massacro, gli occhi inorriditidi di una bambina, avevano visto successivamente, un'erba tinta di rosso e che lì, nel luogo dove si era compiuto l'infame delitto, qualcuno portasse un fiore, ponesse un segno, sia pure piccolo e scarno a memoria della strage dimenticata. e tanto avverrà te lo prometto!

Sono diventata adulta, sorretta dalle braccia del tuo ricordo, ho camminato reggendomi alle mani del tuo amore, ho combattuto con le armi della tua dolcezza. Ed oggi che sono finalmente, come in un calmo lago e potrei lasciarmi cullare dal suo tranquillo ondeggiare, rifuggo da questa possibilità. Perchè si sappia, si diffonda in ogni valle, l'orrore della guerra, perchè mai più cresca nei prati un'erba tinta di rosso. Mai più penzoli la morte dall'albero dei giochi, mai più il sorriso di un bimbo venga lacerato dall'odio di una raffica di mitra, mai più si raccolga negli occhi di qualcuno la voglia di amputare le ali della libertà.

Te lo dovevo, te lo devo, dolcissimo padre mio!


Graziella di Gasparro

RICORDO SOPRATTUTTO ALLA GENERAZIONE DOPO LA MIA CHE SIAMO STATI LIBERATI DA RAGAZZI DI 18/19 ANNI CHE NON COMBATTEVANO PER "ESPORTARE DEMOCRAZIA" O PER CONQUISTARE UN FANTOMATIKOPOTERE, MA PER DIFENDERE I PROPRI DIRITTI DI UOMINI, IL DIRITTO ALLA VITA, ALLA LIBERTA', IL DIRITTO AD AVERE UN FUTURO...QUEL FUTURO SIAMO NOI.

871

ED ORA QUALKOSA CHE VI FARA' INKAZZARE E DI BRUTTO ANKE....

TRATTO DA WWW.DESTRA.INFO...UNA COMBRIKKOLA DI "MODERATI" NO?

Il 25 aprile una data da riconsiderare.

gio.bmpdi Giovanni Demarco Il 25 aprile del 1945 non fu una data che vide unito il popolo italiano; e certo il popolo Italiano non è ancora unito oggi, a più di sessanta anni da quella data. Non c’e’ unione, né unità nazionale in quanto nei sessanta anni che sono seguiti a quella data non sono state considerate nel modo dovuto entrambe le fazioni in campo. E’ obbligo ricordare i vinti, e vale a dire coloro che furono militarmente sconfitti, dalle truppe degli eserciti “alleati”. Gli appartenenti della Repubblica Sociale Italiana che lottarono e spesso morirono anche loro per la Patria!(OH MY GOD by KChannel)
Da quella data in poi si e’ narrata una storia esclusivamente di parte. Una storia scritta solo da una fazione, che ovviamente non ha prodotto la verità. E’ come fare una gara senza che una squadra possa presentarsi all’incontro(squadra? Squadristi!by kchannel), senza che un giocatore, mostri le proprie tesi, le proprie ragioni e le proprie verità. Intere generazioni di studenti hanno studiato una storia che trattava della guerra civile e del dopo 25 aprile 1945 in maniera faziosa falsa e bugiarda! Non c’e’ verità se a scrivere la storia e’ solo una parte o una fazione, se i politici e gli storici guardano la storia con gli occhiali della falsità politica e del comodo silenzio. I risultati sono 60 anni di ipocrita e sciocco racconto di menzogne. Menzogne sulla guerra civile, sul dopo 25 aprile e sui mesi che seguirono, e che videro accompagnarsi da una serie brutale di omicidi compiuti da “ignoti” ai danni di appartenenti al RSI o al defunto partito fascista. L’Italia più che di un revisionismo storico ha bisogno di una narrazione veritiera della storia, e affinché la storia sia più vera possibile occorre che gli storici , i politici e tutti noi ascoltassimo entrambe le verità. Il MOVIMENTO SOCIALEFIAMMA TRICOLORE invita tutti coloro che si apprestano a ricordare la “liberazione” a farlo in modo critico. Sebbene sulla guerra sulla storia del ‘900 non è possibile una memoria veramente condivisa, adesso, a più di 60 anni da quella data, occorre un sano confronto , da parte di tutti, su quella che fu la guerra civile , (cosi occorre chiamarla), in modo da poter ottenere, la dove possibile, la conciliazione fra le varie componenti(venite, venite a confrontarvi by KC) , figlie di quelle esistenti in quella primavera del 45. Serve fare ciò adesso,e non aspettare che questo riavvicinamento sia dettato solo dal tempo che trascorre. Invitiamo a farlo adesso prima che le generazioni in campo in quel 1945 e che gli ultimi di quei ragazzi, di entrambi gli schieramenti, vengano meno del tutto. Ci auguriamo che si faccia chiarezza sulla verità, cosi come sui sta facendo negli ultimi anni per le “foibe”. Un primo passo e’ sicuramente il mea culpa di quella componente politica “la sinistra” che da questa grande bugia ne ha tratti enormi benefici.

Solo alla sinistra, ed a tutti coloro che il 25 aprile si troveranno in piazza a ricordare la “liberazione”, spetta il duro e coraggioso, ma dovuto compito di riscrivere e correggere quelle pagine di storia. La sinistra e le sinistre superino una volta per tutte il loro “complesso del migliore”. Una revisione della storia compiuta da destra sarebbe inutile in quanto ovvia!
Occorre che loro , prima della storia , riabilitino chi in quegli anni ha combattuto, con lo stesso valore, per la stessa Patria, per la quale combatterono le formazioni partigiane, vale a dire quei ragazzi che in quei mesi persero tutto, e che non furono risarciti da nemmeno una pagina di storia a loro dedicata. Occorre riconsiderare la storia di quegli Italiani che in quegli anni scelsero la Repubblica Sociale di Salò per combattere fino alla fine non solo per il fascismo di Mussolini(esilarante no? byKC), come molti usano pensare, ma soprattutto per un loro progetto di Patria, di Nazione, di Società. Lo si deve a quei ragazzi , ITALIANI, che tra le fila della decima MAS o tra le fila dell’esercito della repubblica di Salò, dopo aver trattato la resa con i capi partigiani, ed aver deposto le armi, venivano processati e giustiziati senza processo, senza colpa; ragazzi che appartengono alla storia d’Italia cosi come ci appartiene chi faceva parte delle formazioni partigiane. La storiografia e la politica parlino di quella Italia che nell’aprile del 1945 nasceva dalla vergogna di Piazzale Loreto, indegna per un popolo che avrebbe avuto la pretesa di volersi civile e che invece rivelata la propria barbarie, assassini nei mesi successivi il 25 aprile 1945 di italiani colpevoli solo di aver creduto nella stessa cosa in nome del quale i Partigiani ammazzavano. L’ITALIA!
partigiani2

CHE DIRE?

KChannel alle 20:50 in: politica, riflessioni, lettere, ingiustizie, democrazia, potere, dissenso, sottosopra, kchannel
commenti: commenti (27)(popup) | commenti (27)
giovedì, 19 aprile 2007

Per Non Dimentikare

UN POST DA ASKOLTARE IN SILENZIO
foto_preha
garibaldi_glegittimo_disobbedire.htm_cmp_factory010_hbtn_pSe il player (scrollate menù a sinistra - PLAYER)non dovesse funzionare bene PREMERE STOP ed eseguire questo file audio
KChannel alle 19:53 in: politica, jack folla, ingiustizie, democrazia, potere, dissenso, g8 , kchannel
commenti: commenti (12)(popup) | commenti (12)
domenica, 15 aprile 2007

Attraverso la Russia ha origine la speranza del mondo

Sapete chi era Edgar Cayce ?

 

Edgar-Cayce

Fu considerato sempre un “SENSITIVO DORMIENTE

Per oltre 43 anni si stese sul divano entrando da solo in Trance, da questo stato alterato rispose a domande di ogni genere.

Le sue risposte, i suoi scritti aiutarono molti campi di ricerca, dalla medicina alla filosofia.

Cayce fece una previsione in particolare che, a causa del modo di pensare limitato che prevaleva nel mondo durante la sua vita e che è durato a lungo dopo la sua morte, ha provocato un grandissimo scetticismo e dubbio. L’umanità non ha mai compreso questa previsione sorprendente e ancora oggi la maggior parte della gente non riesce ad accettarla.


Cayce disse:

“Attraverso la Russia avrà origine la speranza del mondo"

urss
Potete immaginare le reazioni a questa profezia in un periodo dove era al culmine la paura americana del comunismo.

Naturalmente questa affermazione fu utilizzata per denigrare la grandissima conoscenza e competenza di Cayce.
Il negare a spada tratta verità possibili ma scomode...ecco la politika perenne americana e globale.

Non sarebbe stata l’America a costituire la speranza del mondo, ma bensì la Russia.

Come sarebbe potuto accadere questo e come sarebbe mai riuscita qualsiasi nazione a superare l’America nell’ambito della libertà e della speranza?


L’America non è rimasta la terra della speranza e della libertà che era cinquanta anni fa. È cambiata e negli ultimi 35 anni i leader americani sono diventati gli unici più grandi fornitori di atti terroristici sul pianeta.

Forze mercenarie addestrate dal governo degli Stati Uniti e dalla Cia hanno utilizzato campagne terroristiche contro popolazioni civili disarmate in molti paesi.

L’America ha preso parte alla distruzione di chiese, ospedali, scuole, case, hotel, aziende agricole, industrie e altri obiettivi non militari.

L’America ha ucciso milioni di persone nel Laos, Cambogia, Corea, Congo, Timor Est, Panama, El Salvador, Grenada, Guatemala, Mozambico, Somalia, Angola, Iugoslavia, Iraq, Afghanistan e numerosi altri paesi.


L'Amerika vuole nel giro di pochi anni prendersi il mondo intero, trasformandolo in un impero militare ed economico basato su paure, minacce, ed “esportazioni di democrazia” all'uranio impoverito.


arton4189Fin da quando sterminarono gli Indiani, l'Amerika ha violato ripetutamente tutte le Convenzioni di Ginevra, torturando, uccidendo, usando armi improprie di DISTRUZIONE DI MASSA e non paga cercò, come HITLER, di stilare documenti che li assolvessero da ogni reato.


Il regime di Bush ha sparso più di 1000 tonnellate metriche dell’isotopo mortale U238, le scorie radioattive dell’America, sull’Iraq e l’Afghanistan, rendendo la le