CENSURA

Che cosa è la censura?
Per censura si intende il controllo della comunicazione verbale o di altre forme di espressione da parte di una autorità generalmente associata al potere politico. Nella maggior parte dei casi si intende che tale controllo sia applicato all'ambito della comunicazione pubblica, per esempio quella per mezzo della stampa o dei mass media; ma si può anche riferire al controllo dell'espressione dei singoli.
Che cosa si intende per Quarto Potere?
Nell'ambito del diritto e della separazione dei poteri, si indica con quarto potere la capacità dei media di influenzare le opinioni e le scelte dell'elettorato.
UN ESEMPIO SU TUTTI

Procedimenti giudiziari a carico di Berlusconi
In Italia, Silvio Berlusconi è stato al centro di diverse accuse di corruzione e falso in bilancio relative al periodo precedente il suo ingresso in politica; nei confronti dei giudici italiani ha espresso più volte pubblicamente perplessità. Il suo nome è inoltre stato trovato nelle liste della organizzazione massonica P2, con il numero di tessera 1816 e il grado di "apprendista muratore". Berlusconi è stato inoltre indagato dalla procura di Palermo per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa e riciclaggio di denaro sporco, ma le indagini sono state archiviate su richiesta della Procura stessa per scadenza dei termini massimi concessi per indagare. È stato riconosciuto colpevole del reato di falsa testimonianza, ma non è mai stato condannato grazie all'amnistia. Da una intervista concessa da Paolo Borsellino a una televisione francese pochi giorni prima di morire, acquisita come prova per le indagini sulla strage di via D'Amelio, alcuni personaggi di Publitalia del calibro di Marcello Dell'Utri erano al centro di una indagine della Procura di Palermo sui rapporti tra le cosche mafiose e l'impero economico di Berlusconi.
BORSELLINO PARLA DI BERLUSCONI
Tessera P2 Silvio Berlusconi


Procedimenti conclusi con un'assoluzione
Processo Sme: assoluzione con varie formule per il cosiddetto capo B riguardante la vicenda della compravendita fallita della Sme

Procedimenti nei quali è stato giudicato colpevole, ma i reati commessi sono coperti da amnistia.
Dichiarazioni sulla P2
La corte d'appello di Venezia, nel 1990, dichiara Berlusconi colpevole di aver giurato il falso davanti al Tribunale di Verona a proposito della sua iscrizione alla P2 ed ha applicato l'amnistia, stabilita nel 1990, chiesta dal Procuratore generale. La Corte di Cassazione nel 1991 conferma la sentenza.
Falso in bilancio nell'acquisto di terreni
In appello è stata applicata l'amnistia in uno dei quattro capi d'accusa in merito all'acquisto dei terreni circostanti la sua Villa di Macherio
Procedimenti nei quali ha goduto della prescrizione per i reati oggetto d'accusa
Processo All iberian 1 (tangenti a Bettino Craxi)
Nel 1998 la sentenza di primo grado lo condanna a due anni e quattro mesi per i 21 miliardi versati tramite il conto All Iberian a Bettino Craxi. La sentenza di Appello (secondo grado) sancisce che il reato è estinto per prescrizione (è passato troppo tempo) e che «per nessuno degli imputati emerge dagli atti l'evidenza dell'innocenza». La sentenza definitiva (terzo grado, 22 novembre 2000, Corte di Cassazione) conferma la sentenza d'appello, e condanna Berlusconi al pagamento delle spese processuali. Ecco un estratto della sentenza definitiva:
Le operazioni societarie e finanziarie prodromiche ai finanziamenti estero su estero dal conto intestato alla All Iberian al conto di transito Northern Holding [Craxi, ndr] furono realizzate in Italia dai vertici del gruppo Fininvest spa, con il rilevante concorso di Berlusconi quale proprietario e presidente. [...] Non emerge negli atti processuali l'estraneità dell'imputato
Lodo Mondadori
Berlusconi era accusato (assieme a Cesare Previti, Attilio Pacifico, Giovanni Acampora e Vittorio Metta) di concorso in corruzione in atti giudiziari (art.319 ter del codice penale), per aver pagato i giudici di Roma in modo da ottenere una decisione a suo favore nel Lodo Mondadori, che doveva decidere la proprietà della casa editrice.
In primo grado Cesare Previti è stato condannato, mentre per questo stesso episodio Berlusconi, grazie alla concessione delle attenuanti generiche, ha ottenuto la prescrizione del reato di "corruzione semplice" ed ha evitato la condanna.
I giudici della quinta sezione della Corte d'Appello hanno infatti ritenuto che nei confronti di Silvio Berlusconi è ipotizzabile il reato di "corruzione semplice", e non quello più grave di "corruzione in atti giudiziari", abbracciando la tesi che tra il 1990 e 1992 (periodo dei fatti contestati) l'art.319 ter non prevedeva pene per l'eventuale corruttore. Hanno inoltre confermato la concessione delle attenuanti generiche, dalle quali consegue la prescrizione per la riduzione dei termini di legge. La Corte di Cassazione ha infine confermato la sentenza d'Appello.
Ecco un estratto della sentenza definitiva:
Il rilievo dato [per concedere le attenuanti generiche] alle attuali condizioni di vita sociale ed individuale del soggetto [Berlusconi è nel frattempo diventato presidente del Consiglio], valutato dalla Corte come decisivo, non appare per nulla incongruo
Processo SME Capo di accusa A
Per il capo di accusa A del suddetto processo SME Silvio Berlusconi beneficia della prescrizione, ecco il dispositivo della sentenza formulato il 10 Dicembre 2004 dai giudici della Prima Sezione Penale di Milano: Visto l'articolo 531 CPP dichiara non doversi procedere nei confronti di Berlusconi Silvio in ordine al reato di corruzione ascrittogli al capo A) limitatamente al bonifico in data 06-07 marzo 1991 perché, qualificato il fatto per l'imputato come violazione degli articoli 319 e 321 C.P. e riconosciute le circostanze attenuanti generiche, lo stesso è estinto per intervenuta prescrizione; visto l'articolo 530 CO.2 C.P.P. assolve Berlusconi Silvio dal reato di corruzione relativo al bonifico in data 26-29 luglio 1988 contestato al capo A) per non aver commesso il fatto; visto l'articolo 530 C.P.P. assolve Berlusconi Silvio dagli altri fatti di corruzione contestati al capo A) per non aver commesso il fatto; Visto l'articolo 530 CO.2 C.P.P., assolve Berlusconi Silvio dal reato di corruzione a lui ascritto al capo B) perché il fatto non sussiste.
Procedimenti conclusi con una condanna
Procedimenti in corso
In Spagna, Berlusconi, con altri manager Fininvest, è accusato di violazione della legge antitrust e frode fiscale per l'emittente Telecinco. Il processo è stato sospeso per non interferire nelle relazioni fra Italia e Spagna.
Processo Sme-Ariosto (capo A, tangente al giudice R. Squillante)
Con la sentenza del 10 Dicembre 2004 i giudici di primo grado del Tribunale di Milano hanno riconosciuto che
«il reato di corruzione del giudice Squillante è stato commesso da Berlusconi» (come da testo dalla sentenza)
Questa conclusione è maturata anche grazie alle rogatorie internazionali giunte dalla Svizzera. Esse furono oggetto di aspro confronto, in quanto Berlusconi ha sempre sostenuto che fossero documenti falsificati. Durante il processo, il governo Berlusconi II varò una legge che introduceva norme più restrittive per accertare l'autenticità e la provenienza delle rogatorie internazionali, suscitando la reazione delle opposizioni che giudicavano tale legge una inutile burocrazia. Ad ogni modo, tali documenti mostravano dei versamenti di 434.404 dollari da un conto della Fininvest ad uno di Previti, dal quale infine giunsero ad un conto di Squillante.
Nella sentenza i giudici, pur ritenendo colpevole Berlusconi del reato imputatogli, gli concedettero le attenuanti generiche, che tra gli altri effetti dimezzano i termini di prescrizione di quel reato da 15 a sette anni e mezzo; l'effetto pratico è stato che il reato commesso è stato estinto per prescrizione, situazione che è giuridicamente diversa dall'innocenza, anche se porta ad effetti pratici simili (non porta a limitazioni della libertà personale e lascia inalterata la fedina penale, ma condanna al pagamento delle spese processuali e non fornisce la riabilitazione morale).
Gli avvocati di Berlusconi hanno fatto ricorso in Appello per ottenere una assoluzione piena, sostenendo che Silvio Berlusconi non si è mai occupato di vicende amministrative e finanziarie del gruppo. Il processo di appello, indetto per il 18 luglio 2005, è stato rimandato sine die in attesa che gli atti processuali di primo grado vengano acquisiti dalla corte.
Grazie.
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"Il mio stato d'animo è tale che se anche fossi condannato a morte, continuerei a essere tranquillo e anche la sera prima dell'esecuzione magari studierei una lezione di lingua cinese per non cadere più in quegli stati d'animo volgari e banali che si chiamano pessimismo ed ottimismo. Il mio stato d'animo sintetizza questi due sentimenti e li supera: sono pessimista con l'intelligenza, ma ottimista con la volontà." A. Gramsci
Alcuni dei procedimenti giudiziari a cui Silvio Berlusconi è stato sottoposto si sono conclusi con una sentenza definitiva che ha riconosciuto la colpevolezza dell'imputato, per reati quali corruzione semplice, falsa testimonianza e falso in bilancio. In altri procedimenti Silvio Berlusconi è stato invece assolto nel merito, oppure le indagini sono state archiviate. 3 inoltre sono ancora in corso, 1 dei quali risale al 1991 ed è in corso all'estero. Nei processi in cui è stato riconosciuto colpevole di reato con sentenza definitiva non è stato tuttavia condannato, grazie ad amnistia, attenuanti generiche causanti prescrizione, e nuove norme che hanno modificato il reato di falso in bilancio, approvate dal suo stesso governo.
Su tutti questi procedimenti giudiziari c'è acceso dibattito.
Berlusconi ed i suoi sostenitori affermano che questi processi sono basati su teoremi senza alcun riscontro di prove, e costituiscono una persecuzione giudiziaria orchestrata delle toghe rosse, ovvero da magistrati vicini ai partiti e alle ideologie di sinistra, che utilizzerebbero illegittimamente la giustizia a fini di lotta politica [1] [2]. Essi affermano inoltre che Berlusconi è uscito a testa alta da tutti i processi, pienamente scagionato da ogni accusa. Si noti tuttavia che il contenuto di quest'ultima affermazione è palesemente falso, per quanto visto sopra.

I critici di Berlusconi sostengono invece che i processi sono iniziati ben prima della scesa in campo, che se non fosse entrato in politica sarebbe finito in bancarotta o in prigione[3], e che proprio grazie alle "leggi ad personam" varate dal suo governo ha evitato di essere condannato; e riguardo all'accusa sulle "toghe rosse", essi sostengono che Berlusconi, rispetto ad altri imputati, è stato fortunato nel vedersi riconoscere le attenuanti generiche dai giudici, cosa che ad esempio non è avvenuta per Cesare Previti, imputato per una stessa vicenda[4].
L'Italia che non avrei mai voluto vedere
Cari amici,
il 13 maggio 2001 — giorno in cui vinse lo schieramento di centro-destra e l'Italia tornò a somigliare ad un Regno malato — è ormai lontano, sono passati ben 2095 giorni da quella luttuosa data, ciononostante ricordo ancora bene il mio inguaribile ottimismo che mi spinse incessantemente, giorno dopo giorno, a ricercare utopisticamente le azioni positive che il governo Berlusconi avrebbe dovuto compiere. Cercai, cercai e ricercai ancora, con determinazione e maniacale insistenza... Purtroppo non riuscii mai a trovarne nemmeno mezza, non ce ne furono, il miracolo italiano tanto urlato durante la campagna elettorale in tutti gli schermi 69 mesi fa spirò, e insieme a lui tutte le illusioni spacciate per opere e operazioni realizzabili. Il sogno dei molti svanì, abdicò, e passivamente si consentì ai pochissimi di alimentare il proprio tornaconto ai danni dei molti. Le migliorie proclamate con ubriacante insistenza si alienarono, la realtà si impose ineluttabilmente e frantumò l'abbaglio televisivo con cui molti ingenui avevano nutrito le proprie speranze.
La realtà del Governo Berlusconi mostrò presto il suo vero volto, le tensioni sociali aumentarono, l'autoritarismo stazionò saldamente e l'odio per lo stato di diritto fu sempre più evidente. La stessa democrazia fu in pericolo in molte occasioni, la sistematica ostilità per l'autonomia delle istituzioni si manifestò palesemente e la magistratura subì attacchi senza precedenti storici. Il razzismo si acutizzò, i diritti dei lavoratori si deteriorarono, la precarietà aumentò, le coppie che al matrimonio religioso preferirono la libera convivenza subirono pressioni inaccettabili. L'imposizione fiscale non calò affatto, anzi... e le grandi opere annunciate con tripudio a porta a porta sonnecchiarono tutta la legislatura in sala d'attesa. Molti provvedimenti realizzati giovarono soltanto ai ceti benestanti e garantirono l'impunità a chi aveva grane con la giustizia. L'incredibile concentrazione di potere mediatico intorno agli interessi dell'uno venne follemente giustificata e addirittura accresciuta.
La riforma scolastica fu a dir poco invereconda poiché mirò spudoratamente ad una istruzione di qualità destinata ai pochi, relegando perennemente i molti dei ceti medio-bassi all'amaro destino di subalterni. Nessuno abbe mai il il coraggio di far cadere la maschera! Dietro le nobili intenzioni pubblicizzate dai sorridenti faccioni borghesi, ci furono soltanto due proccupazioni: conservare i privilegi e tenere ben distinte le classi sociali.
Incurante di ciò il nostro onorevole capitalista, arbitro unico dell'informazione, perseverò nella sua collaudata e vincente strategia: reiterare promesse, ripetere ossessivamente, per migliaia di volte, slogan, concetti illusori e luoghi comuni....
Più d'uno ci cascò, credette (e crede ancora) alle corbellerie di Berlusconi & soci, che troppi ancor'oggi definiscono “eccezionale comunicatore” ma che nella realtà è soltanto un pericoloso illusionista che agli occhi dell'illuso sa apparire straordinariamente sincero.....
Il sanguinoso esordio di questo esecutivo faceva trasparire già dai primi istanti le intenzioni più bieche. L'arroganza delle prime dichiarazioni, le minacce contro l'opposizione, la durissima repressione contro i manifestanti pacifici al G8 di Genova — in cui manganelli e pistole furono incontrastati protagonisti — suggerivano già i dolorosi traguardi e riportavano alla mente un triste periodo passato alla storia come "ventennio fascista": un disastroso periodo intriso di errori e orrori, che si affermò per l'incomprensione di troppi intellettuali, per le viscide lusinghe della borghesia, per la profonda ignoranza della plebe. Il "ventennio fascista", un'epoca folle caratterizzata da fenomeni degenerativi legati al culto del nazionalismo, del militarismo e da quella demenziale 'idea di "ordine" da conservare a tutti i costi, a scapito della libertà di pensiero e di espressione.
Il fantasma del "ventennio fascista" è sempre alla porta, e bussa minaccioso....
Vediamo ora in rapida successione alcune delle numerose nefandezze che il Sig. Berlusconi, sostenuto dai suoi fedeli scudieri, considerò prioritarie rispetto alle palpabili impellenze della maggioranza dei cittadini.
Ponderiamole insieme
Abolizione tassa di successione:
interessa solo la fascia straricca del nostro Bel Paese (ricordo che preesisteva a questo governo per beni fino a 1 miliardo), che urgenza c'era?
Cosa me ne faccio io, semplice cittadino, di una legge che mi abolisce le tasse di successione e donazione per beni oltre il miliardo di vecchie lire? (eh sì... fino al miliardo c'era già prima...)
Il motivo primario? In questo modo Sua Emittenza potrà risolvere agevolmente (con minore danno possibile, praticamente a costo zero) il suo inverosimile conflitto di interessi e potrà trasbordare il suo allucinante patrimonio (circa quarantatremila miliardi di vecchie lire) a figli & fratelli & figliocci & amici senza pagare una lira in tasse (mentre noi poveri plebei non siamo neanche liberi di regalare la nostra vecchia autovettura al nipote 18enne per farlo impratichire... se non pagando, per il solo trasferimento di proprietà, un prezzo anche 50 volte più alto del suo effettivo valore di mercato).
Con un messaggio dagli USA 50 famosi miliardari (tassativi sul rispetto minimo delle regole del gioco capitalista) hanno fatto sapere a Berlusconi & Soci che abolire le tasse di successione “è stata una manovra blasfema che equivale ad ammettere alle olimpiadi non i migliori atleti ma i figli dei vincitori delle olimpiadi di venti anni prima”. Hanno ragione! A Berlusconi difatti non interessa né promuovere lo sviluppo, né incoraggiare una sana competizione, né tantomeno premiare i migliori, ma soltanto conservare ricchezze privilegi e monopòli già acquisiti.
Qualcuno abbia la compiacenza di dirgli che sotto questa spinta, in breve, il Paese imploderà e morirà.
Legge sulle rogatorie internazionali
la rogatoria è una richiesta che un giudice rivolge ad un giudice che opera in un'altra sede. È necessaria per compiere determinati atti processuali per i quali il giudice richiedente non sia territorialmente competente, per procedere all'assunzione di mezzi di prova o per fornire chiarimenti relativi alla causa in corso.
Cosa me ne faccio io, semplice cittadino, di una legge che mi ostacola le rogatorie internazionali? Era veramente così urgente? Era da considerarsi prioritaria con tutti i problemi che questo paese ha?
Per sottrarre alcuni noti potenti (pilastri delle campagne elettorali e impegnatissimi promotori di alcune particolari attività economiche) dai fastidiosi artigli dell'insopportabile giustizia è stata cucita una legge ad hoc. Questa legge (in concomitanza con un'altra che promettono di partorire a breve sulla “sospensione e trasferimento dei processi per legittimo sospetto”) ostacolerà le rogatorie e di conseguenza il libero fluire delle indagini.
Il nostro paese corre il rischio di divenire una comoda oasi per criminali in cerca di incolumità, un inconveniente da non sottovalutare.
Modifica dell'art. 18 per poter licenziare anche senza giusta causa
la tutela del posto di lavoro: un diritto acquisito, il vessillo delle democrazie... che purtroppo va a cozzare con gli interessi di chi ragiona solo in termini di portafoglio e (avendolo ben gonfio) si crede padrone del mondo.
Invenzione del famigerato "buco delle sinistre"
Il buco di Tremonti: un escamotage davvevo bvillante! Quale mezzo migliore per potersi giustificare di fronte alla montagna di promesse che, si sa, non verranno mantenute? A nulla valsero i ponderati richiami di Andrea Monorchio — Ragioniere Generale dello Stato — sulle reali dimensioni dello s